Case Green: nuove regole della UE sugli edifici a emissioni zero
La direttiva stabilisce il principio della riduzione dei consumi energetici. In Italia, questo significa riqualificare in pochi anni oltre 500 mila edifici pubblici e circa 5 milioni di edifici privati con le prestazioni più scadenti
L’Europa fa un passo decisivo verso un futuro più sostenibile con l’approvazione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD), comunemente nota in Italia come la direttiva ‘Case Green.
Con 370 voti a favore, il Parlamento europeo ha sancito l’inizio di una nuova era per il settore edilizio, puntando a realizzare un parco immobiliare climaticamente neutro entro il 2050. Questo ambizioso obiettivo mira a ridurre significativamente le emissioni di gas serra e i consumi energetici nel settore, delineando un percorso di transizione verso la neutralità climatica.
La revisione della direttiva incarna la volontà europea di affrontare le sfide climatiche attraverso misure concrete, quali la ristrutturazione energetica degli edifici con le prestazioni peggiori e la promozione di una maggiore consapevolezza sul rendimento energetico.
Obiettivi e ambizioni della direttiva Case Green
Le nuove disposizioni della direttiva prevedono un approccio olistico alla sostenibilità, considerando l’intero ciclo di vita degli edifici, dalla produzione dei materiali fino allo smaltimento. Questo significa che, nel calcolo delle emissioni, gli Stati membri dovranno tenere conto anche dell’impatto ambientale dei materiali da costruzione utilizzati.
Per gli edifici residenziali, viene fissato un obiettivo di riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030, con l’ambizione di raggiungere una riduzione del 20-22% entro il 2035.
La direttiva stabilisce inoltre obiettivi ambiziosi per la ristrutturazione degli edifici non residenziali, con il 16% degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche che dovrà essere ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Questo processo di rinnovamento sarà accompagnato dall’introduzione di requisiti minimi di prestazione energetica e dall’installazione obbligatoria di impianti solari in determinati edifici, promuovendo così l’uso delle energie rinnovabili.
Gli Stati membri sono inoltre chiamati a decarbonizzare i sistemi di riscaldamento, eliminando progressivamente l’uso dei combustibili fossili entro il 2040. A partire dal 2025, verrà vietata la concessione di sovvenzioni per le caldaie a combustibili fossili, favorendo invece sistemi di riscaldamento che integrano tecnologie basate su energie rinnovabili.
